29/08/2003
Il web come Callimaco? No, non sono impazzita! Solo voglio segnalare due articoli pubblicati su Infocity dedicati alla web usability. Il primo è quello firmato da Alessia Di Domenico (la quale cita appunto Callimaco. In che senso? leggete l'articolo e lo scoprirete ;-)), il secondo, "L'altra (inter)faccia dei siti web: la via dell'usabilità" è di Fiorella Busanca. Si tratta di tue testi brevi e semplici che ci invitano a riflettere ancora una volta sulle qualità ideali del sito web.
"Io non compro più i giornali. Li leggo solo on line" Mi capita spesso di sentire amici e conoscenti fare questa affermazione. Basta con la carta. E' più comodo, semplice, veloce ed economico informarsi on line. A cosa serve acquistare il giornale in edicola, se posso leggerlo in internet, come voglio e quando voglio, magari durante la pausa caffè in ufficio? Il mio personale giudizio è che carta e rete non si sostituiscono, casomai camminano insieme verso la stessa direzione, cioè offrire a ciascun utente l'informazione che richiede. Tanto è vero che spesso on line non si trova la versione integrale del giornale in versione cartacea, mentre vi si trovano servizi aggiuntivi, tipici del linguaggio e delle potenzialità tecniche del web. Comunque la stampa periodica e quotidiana on line si sta diffondendo a macchia d'olio. Un'indagine promossa dal Circolo della Stampa di Ancona in collaborazione con Fastmedia.it, editore del giornale online GoMarche, propone dati molto interessanti sulla presenza (forse inaspettatamente consistente) dei quotidiani locali e regionali on line. I dati della ricerca sono ripresi anche dal sito Ipse.com, con tanto di numeri, grafici, link alle testate e commenti.
28/08/2003
Risorse on line Navigando attraverso le risorse on line più o meno utili in materia di comunicazione in internet mi sono imbattuta nella pagine web Links to Resources della University of Iowa, Department of Communication Studies. Si tratta di una pagina ricca di settori di interesse legati ai vari ambiti della comunicazione, con tanti rimandi e rinvii a numerosi siti web che riportano anche ricerche e studi in versione integrale.
27/08/2003
Virtuale troppo 'reale'? Navigando in rete ho letto alcuni interventi che trattano delle polemiche sorte su videogiochi come "The Sims" che alienerebbero gli utenti. Secondo David Brooks, autorevole sociologo americano, i Sims sono "una specie di droga elettronica": un esempio viene dal caso di Elizabeth Powell, 56 anni, che ha acquistato il gioco sconvolta dalla morte del marito e lo ha utilizzato per ricreare la loro casa. Venuto alla luce l'episodio la donna si è difesa dicendo "volevo cercare di stare ancora con lui almeno psicologicamente". Il rischio della fuga della realtà, scatenata dai giochi o anche più semplicemente da internet, fa sempre discutere. I miei commenti sono due. Il primo: se proprio dobbiamo discutere di giochi 'pericolosi' allora parlerei ad esempio di "Kaboom!", distribuito clandestinamente e che simula le stragi di un kamikaze. Il secondo: la verità è che gli abusi esistono in tutto, anche nell'utilizzo dei giochi (on line e non) e di internet. I casi singolari esistono e forse sono anche più numerosi di quanto si possa immaginare. L'importante è non demonizzare per forza uno strumento la cui bontà dipende il più delle volte solo da come viene utilizzato e non dallo strumento in sè.
26/08/2003
Varato il Codice delle comunicazioni elettroniche Il Consiglio dei Ministri, nella riunione del 31 luglio scorso, ha approvato il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche. Il Codice recepisce le quattro direttive europee in materia di comunicazione elettronica varate nel marzo del 2002. Tra le novità principali l'unificazione della disciplina di tutte le reti di comunicazione elettronica in grado di trasportare segnali digitali che riproducono suoni, dati o immagini. Sono esclusi invece dalla nuova normativa i servizi di fornitura di contenuti editoriali. Si abbandona, inoltre, il regime della licenza e viene introdotto il regime unico della autorizzazione generale, ovvero una autorizzazione che consegue automaticamente, in assenza di un diniego da parte dell'amministrazione.
25/08/2003
Web-Watching E' il titolo di una sezione della Community della rivista "Economia & Management" on line. Attualmente in linea segnalo in Primo piano l'articolo "Siti letterari", con un breve ma utile percorso tra i siti dedicati alla lettura e alla letteratura. Inoltre in Library l'articolo su "E-learning: sitografia aggiornata": una rassegna ragionata di siti web sul tema della formazione a distanza. Per non perdere il filo tra le innumerevoli risorse presenti in rete.
Tra reale e virtuale Segnalo l'interessante articolo pubblicato da Giancarlo Livraghi sul suo sito "Gandalf". Titolo: "L'internet non è solo un gioco". Ci può aiutare a fare chiarezza sul significato del 'gioco' in rete e su quanto è davvero reale e quanto è virtuale in in internet. "... È vero che in rete non ci possiamo toccare (né per abbracciarci né per prenderci a botte). Ma il dialogo è reale, diretto, umano e concreto. L’informazione e lo scambio (di idee, opinioni o sentimenti) sono elementi essenziali di ogni cultura umana...". Mi piace il discorso dedicato alla new economy e di quanto ci sia di reale nel virtuale della rete. Compresi i flop di alcune iniziative on line, causa di strategie manageriali che non hanno saputo creare il giusto legame reale-virtuale. Ma nell'articolo ci sono anche interessanti spunti di riflessione sulle speculazioni in materia di installazioni informatiche e di utilizzo di tecnologia. " ... Ciò che occorre è un ripensamento profondo di metodi e processi. Un lavoro paziente, impegnativo, ma capace di dare risultati importanti. Prima di tutto un miglioramento di qualità, efficienza e servizio. E poi anche, di conseguenza, ù un più vantaggioso rapporto fra costi e ricavi...".
24/08/2003
Uomini e donne In questi ultimi mesi mi sto interessando alle implicazioni psicologiche nell'utilizzo della rete come mezzo di comunicazione. Nel cercare la bibliografia sull'argomento mi sono imbattita in numerosi articoli di Tonino Cantelmi e tra questi anche uno (risalente al 2001, ma secondo me interessante) pubblicato sul mesile "Famiglia oggi": "L'irresistibile fascino della rete". "La componente emotiva della comunicazione viene quindi a rivestire un ruolo fondamentale, che assume particolari caratteristiche in un canale informativo come Rete". Segnalo poi la distinzione nell'utilizzo di Internet da parte di uomini e donne: "... In linea di massima, gli uomini sono alla ricerca di potere, affermazione sociale e dominanza. Sono, inoltre, maggiormente orientati verso le fonti d’informazione, i giochi interattivi di tipo aggressivo, gli spazi chat sessualmente espliciti e la cyberpornografia. Per le donne, invece, le chatrooms rappresentano un modo per allacciare amicizie che diano qualche tipo di sostegno, per cercare l’avventura romantica o per lamentarsi dei mariti. Le donne, inoltre, vivono con sollievo il fatto che nessuna persona incontrata in Rete possa conoscere il loro aspetto fisico. È dunque in atto una rivoluzione digitale che ha già modificato il registro delle nostre possibilità mentali e sensoriali, contribuendo a plasmare una nuova cultura e differenti forme e modalità di sentire il rapporto con sé stesso, l’altro e il mondo. Proprio perché cariche di fascino, queste possibilità devono indurci a percepire e riflettere criticamente circa i loro effetti sulla nostra vita psichica e relazionale".
22/08/2003
PC generation Su Repubblica è apparso un buon articolo firmato da Fred Guterl e tratto da NewsWeek: "PC generation, scompare la memoria". Reecentemente sono comparsi in Italia studi preoccupanti sull'utilizzo di internet da parte dei giovani e sulle implicazioni psicologiche: anche nel nostro Paese (i primi a studiare il fenomeno sono stati gli Stati Uniti e il primo importante contributo è stato quello di Kimberly S. Young, "Presi nella rete. Intossicazione e dipendenza da internet") si parla di 'net-addiction', cioè dipendenza da internet, e i soggetti più a rischio sarebbero proprio i ragazzi. Guterl riporta l'esperienza del Children's Digital Media Center dell'università di Georgetown e scrive: "Forse la vera questione non è tanto capire cosa facciano i giovani con le nuove tecnologie a loro disposizione, quanto piuttosto capire che cosa implica il loro uso da parte dei sensi. Il multitasking - la capacità di effettuare operazioni diverse simultaneamente - è un'abilità fondamentale per sopravvivere nel mondo contemporaneo. Se prima la televisione era solita far scorrere i titoli e le notizie importanti sul bordo inferiore dello schermo soltanto in occasione di fatti eccezionali, oggi questa è la norma ...". La ricerca, effettuata su un campione di adolescenti, evidenzia che il tanto paventato isolamento sociale conseguente ad un uso costante di internet, viene sostituito con un nuovo modo di allacciare relazioni con propri coetanei. D'accordo. Però: "I ragazzi stanno migliorando nell'attenzione che prestano a più cose alla volta", dichiara Patricia Greenfield, direttrice del Children's Digital Media Center dell'Ucla. "Ma il guaio è che lo fanno in modo superficiale". Domanda aperta: è sempre che l'accesso alla rete favorisca un approccio più superficiale ai problemi? o esistono eccezioni?
21/08/2003
A chi fanno paura i blog? (2) Segnalo brevemente un articolo comparso sul Corriere della Sera firmato da Paolo Di stefano: "Ho scritto t'amo sul blog. Punto esclamativo". Un commento (un po' troppo annacquato, a dire il vero) superficiale, a mio avviso, sulle nuove forme di comunicazione in rete. E' vero che in internet si trova di tutto, è vero che la qualità non è sempre garantita. Però è anche vero che non bisogna confondere il mezzo con il contenuto. Il mezzo blog sembra funzionare, i contenuti .... sono tutti da verificare e da valutare, ma non si può buttare tutto! (altrimenti io cosa ci sto a fare qui on line ad aggiornare il mio blog??)
La rete 'inquinata' "If users don't need it, don't write it. Stop polluting now". Così ha scritto lo scorso 11 agosto Jakob Nielsen nel suo Alertbox. Tutto dedicato a quello che chiama Internet pollution, cioè l'"inquinamento" della rete da tante, troppe parole. " Il numero eccessivo di parole ed i particolari senza valore stanno rende più difficile l'individuazione di informazioni utili da parte della gente. Più cose dite e più la gente si allontana dal vostro messaggio". Un invito alla sintesi, per chi scrive in internet, ma anche ad una maggiore attenzione per i contenuti e ad un atteggiamento più rispettoso nei confronti di chi legge i nostri messaggi postati in rete.
20/08/2003
Tecnologia virtuale e cultura della rete La natura, il linguaggio e le caratteristiche dei nuovi mass media, soprattutto la tecnologia virtuale, richiedono una nuova metodologia di comunicazione. Si parla di interattività, di tempo reale, di partecipazione, di condivisione, di lavoro d'équipe, dell’importanza dell’interazione tra suono, immagine e parole, di velocità dei mezzi e del linguaggio proprio della comunicazione virtuale. La comunicazione in passato metteva in primo piano il canale, il mezzo. La tecnologia porta in luce la relazione diretta tra chi comunica e chi riceve il messaggio. Soprattutto la tecnologia digitale ha offerta una rilettura delle caratteristiche del processo di comunicazione. La comunicazione virtuale invita ogni persona ad essere attore attivo nel processo comunicativo. I miei recenti studi sono incentrati sul rapporto che intercorre tra comunicazione, nuove tecnologie e Chiesa cattolica. Per questo vorrei riportare un brano tratto dalla Lettera all'America di Giovanni Paolo II, grande comunicatore e sostenitore dello sviluppo e dell'utilizzo delle nuove tecnologie al servizio della comunicazione: «E’ fondamentale, per l'efficacia della nuova evangelizzazione, una profonda conoscenza della cultura attuale nella quale i mezzi di comunicazione sociale hanno grande influenza. Conoscere e usare questi mezzi, sia nelle loro forme tradizionali che in quelle più recenti introdotte dal progresso tecnologico, è, pertanto, indispensabile. L'odierna realtà richiede che si sappia dominare il linguaggio, la natura e le caratteristiche dei mass media. Usandoli in maniera corretta e competente, si può portare a compimento un'autentica inculturazione del Vangelo». Ho voluto segnalare questo brano per accennare ad un tema che vorrei approfondire meglio in seguito: quello della diffusione di una "cultura della rete", che in alcuni ambienti ancora manca o che si sta appena formando.
19/08/2003
A chi fanno paura i blog? Mentre mi sto chiedendo se ho fatto bene o male ad aprire questo blog, leggo un piccolo articolo sul numero di luglio/agosto di Internet News dal titolo "Iran, blog e sicurezza nazionale". La notizia è che in Iran è finito in carcere un blogger locale la cui unica colpa pare fosse quella di aver creato un sito divenuto troppo popolare nel suo Paese. Sina Motallebi, il trentenne arrestato nell'aprile scorso, è un critico cinematografico che nel suo blog in persiano "Webgard" parlava soprattutto di arte e di cultura. Forse ci dimentichiamo che la libertà di espressione in molte parti del mondo è ancora considerata un lusso. E noi siamo dei privilegiati. O almeno io mi ritengo tale quando leggo notizie come questa. Appuntamento al prossimo post!
Arte e comunicazione virtuale Vogliamo soffermarci qui su uno strano (ma vedremo solo in apparenza) connubio: quello tra arte, tecnologia e religione. Come l’arte può trovare posto nella comunicazione virtuale al servizio della diffusione del messaggio religioso? A rispondere all’insolita domanda è stato lo stesso papa Giovanni Paolo II con una sua straordinaria intuizione, senza precedenti nella storia della Chiesa. Nella Lettera agli Artisti del 1999 Giovanni Paolo II invita gli artisti del nuovo millennio a mettere l’arte al servizio della comunicazione in quella che viene definita in generale l’Era dell’Informazione. «Io faccio appello a voi, artisti della parola scritta e orale, del teatro e della musica, delle arti plastiche e delle più moderne tecnologie di comunicazione» (14). Quando fa riferimento alla parola scritta, al teatro, alla musica, arti plastiche e tecnologie di comunicazione, stabilisce una visione di comunicazione che è al stesso tempo tecnica e umanistica, informatica ed etica, secolare e cristiana. Qui il dialogo importante tra tecnologia ed etica si abbracciano. [Ho trattato più diffusamente di questo argomento nel libro "A tempo di bit. Chie, arte e comunicazione virtuale", Paoline 2003. Ma sul sito www.atempodibit.com potete trovare qualche approfondimento e altri spunti di riflessione.]
Rispetto Utilizzare internet non come semplici naviganti ma come veri e propri creatori di spazi virtuali non è semplice. Tutt'altro. E questa consapevolezza si sta facendo strada, anche in Italia. Sono apparsi alcuni siti web davvero molto buoni (che segnalo tra l'altro che nella sezione "link", qui a fianco): uno per tutti, quello di Jakob Nielsen. Fondamentale. Ma sono uscite anche alcune pubblicazioni, tra cui il recente "Web writing", firmato da Max Giovagnoli e da Amelia Venegoni. Si tratta di un volumetto agile, concreto, denso di buoni suggerimenti non solo per chi scrive per internet o crea pagine web. Mi piace qui riportare un breve passo, tratto dal capitolo 1 "Scrivere per Internet nel terzo millennio. Scrivere è l'ultima cosa da fare": "... Scrivere in modo ordinato su internet è ormai una forma di rispetto, e la reazione alla mancanza di rispetto è, come è noto, l'offesa. E l'offesa è uno stato d'animo, un sentimento, una posizione da cui ben pochi sono disposti a retrocedere nel proprio quotidiano ...".
18/08/2003
Primo post! Questo blog nasce dal desiderio di condividere con altri appassionati di comunicazione e di internet (come me) idee e appunti, in ordine sparso. Dopo avere scritto libri e articoli su questo argomento (se siete curiosi di conoscerrmi, potete visitare il mio sito”), ho deciso di accettare di sfida di questa nuova forma di comunicazione offerta dal web, più dinamica, elastica, libera dagli schemi classici. In un certo senso, più artistica. Cosa significa comunicare con internet? Di quali linguaggi si serve la rete per fare da tramite a pensieri, parole, immagini, suoni …? In definitiva: come può essere utilizzata internet per comunicare? Comunicare è vita. Ognuno di noi (non solamente i comunicatori professionali, come ad esempio gli scrittori o i giornalisti) comunica con gli altri attraverso gesti, parole, espressioni, modi di essere e di fare. Internet è un mezzo di comunicazione straordinario, se utilizzato seguendo le sue “regole del gioco”. In particolare vorrei dedicare questo spazio al rapporto tra comunicazione, internet e religione cattolica. Infatti per la Chiesa evangelizzare significa proprio comunicare la fede e la Parola di Dio. E anche in questo caso internet si propone come un mezzo non solo affascinante, ma soprattutto efficace ed efficiente. Qui parleremo proprio di questo. [p.s.: il titolo del blog "a tempo di bit" è tratto dal libro scritto da me e da Gildasio Mendes dos Santos e uscito per le Edizioni Paoline lo scorso mese di aprile]
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la comunicazione virtuale e i linguaggi della rete
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