a tempo di bit

29/09/2003

Una recente indagine di Eurisko e Intel prende spunto dalla recente campagna "Vola con internet", promossa dal ministero dell'Innovazione Tecnologica, che offre a tutti i giovani che compiono 16 anni nel 2003 un bonus di 175 euro per l'acquisto di un pc e la possibilità di sostenere gli esami per conseguire la Patente informatica europea (Ecdl) pagando solo 18 euro. I sedicenni italiani hanno promosso con un sette pieno l'iniziativa, anche se non mancano alcune critiche: «I soldi sono troppo pochi, in relazione al prezzo di un buon pc».
Il ritratto che emerge da "Universo 16enni", una ricerca condotta da Eurisko in tutta Italia per conto di Intel, il maggior costruttore mondiale di microprocessori, presentata al prestigioso Liceo classico Parini di Milano e finalizzata a definire l'identità, le aspirazioni dei ragazzi e il loro rapporto con la tecnologia e il computer, secondo me è abbastanza fuorviante.
Emergerebbe infatti che i sedicenni di oggi sarebbero particolarmente legati alle nuove tecnologie: non solo il cellulare, ma anche il PC e Internet.
Il parere discordante non è solo mio. Infatti durante la presentazione alcuni studenti del liceo Parini avrebbero manifestato il loro dissenso. E i curatori della ricerca hanno tagliato corto dicendo che loro sono soltanto una élite, non rappresentativa quindi della realtà italiana.
Domanda: perchè presentare una ricerca in un posto che viene ritenuto dagli organizzatori stessi come non idoneo perchè rappresentativo di una élite in controtendenza? Non metto in dubbio che i giovani siano attratti dalla tecnologia e che la usino. Ma tutto ha un costo e non tutte le tasche possono permettersi un PC, un collegamento ad internet da casa, il cellulare ultimo modello nuovo ogni mese, ecc..
Sulle abilità dei giovani alle prese con i computer, la mia ultima osservazione è che probabilmente queste si affinano tra i 16 e i 18 anni, cioè appena prima di accedere all'università (anche se non tutti vanno all'università, non dimentichiamoci neppure questo). Infatti, lavorando in una biblioteca universitaria, osservo tutti i giorni che davvero tanti dei nostri studenti hanno un rapporto molto difficile con il computer, quasi di diffidenza (mi è anche capitato di incontrare una ragazza, in procinto di scrivere la tesi, che non sapeva neppure che cosa fosse un mouse e a che cosa servisse).
Generalizzare non sempre è giusto, nel bene e nel male.







postato da bfioren | commenti


25/09/2003

Anomalie di un'Italia che naviga
Ancora una volta cito un articolo di Giancarlo Livraghi, tratto dal suo ottimo sito Gandalf: "L'Italia e l'internet: crescita e anomalie". L'autore analizza i dati sull'utilizzo di computer e di internet da parte degli italiani. ne emerge un quadro davvero strano.
Direttamente dall'articolo: "Mentre la diffusione dei personal computer nelle case ha una progressione quasi lineare, c’è un’evoluzione diversa nell’uso delle rete (più veloce qualche anno fa, ora più lenta). Le persone che usano l’internet con un minimo di frequenza (“almeno una volta alla settimana”) sono il 22 % di quelle che hanno un computer in casa e il 39 % di quelle che hanno un collegamento alla rete". Questo è uno di tanti indicatori da cui si deduce che un uso limitato dell’internet non deriva dalla mancanza di risorse tecniche, ma da fatti culturali come diffidenza, delusione o scarsità di motivi per collegarsi. E certamente non hanno giovato le tante confuse notizie su un’inesistente “crisi dell’internet” e su rischi in gran parte immaginari – nonché i preoccupanti problemi veri, come l’imperversare di invasività,
spamming e truffe".
Molto bella la conclusione, che lascio alla vostra (e mia) riflessione: "Capire la situazione, e gestire efficacemente l’attività online, non è così difficile come può sembrare. Ma richiede un rovesciamento radicale delle abitudini prevalenti negli anni scorsi (con risultati talvolta modesti, più spesso disastrosi). Meno orpelli e più sostanza, meno apparenze e più servizio. Non seguire le mode, non sovraccaricare i sistemi con artifici inutili e spesso dannosi, ma procedere secondo una logica molto più semplice e concreta. Partire dagli obiettivi e dalle esigenze umane. E sperimentare per gradi, con continue verifiche, per trovare gradualmente le soluzioni più efficaci, gradevoli ed efficienti".




postato da bfioren | commenti

Blog, che passione!
Non ci avrei mai creduto. Quando leggevo sulla mania dilagante di aprire nuovi blogs in rete, credevo che fosse davvero un fenomeno da maniaci della rete. Fina a quando non mi sono affacciata anch'io a questo mondo e ... non ho saputo resistere! E' quindi con soddisfazione (e anche con un po' di timore) che annuncio la nascita di un mio secondo blog, nato come una costola dalla rubrica che curo sul settimanale Il Nuovo Giornale. L'indirizzo è http://villaggiovirtuale.splinder.it.
Non ho saputo resistere perchè trovo lo strumento blog straordinario quanto a interazione, comunicazione, virtualità e realtà sposate insieme. Le rubriche su carta spesso rischiano di essere dei monologhi: spero che questo blog sia fonte di un dialogo tra i lettori della carta e dei lettori-naviganti della rete.



postato da bfioren | commenti


24/09/2003

Stop alla chat!
Troppo spam e troppi rischi per i minori. Queste le principali motivazioni alla base della drastica decisione assunta da Microsoft: chiudere definitivamente uno dei servizi più gettonati del portale MSN, Chat, luogo d'incontro abituale per molti utenti di Internet, soprattutto giovanissimi.
"Attualmente MSN Chat è il nostro servizio più vulnerabile ad abusi e utilizzi inappropriati dal momento che si tratta di un servizio di comunicazione sincronizzata dal vivo privo di filtri o verifiche sull'identità degli utenti", ha affermato Microsoft in un comunicato. "Esistono dunque molte possibilità per utenti malintenzionati che vogliano comportarsi in modo irresponsabile, ed è estremamente difficile identificarli dato che il servizio è aperto a tutti senza richiesta di registrazione preventiva".

Questa è la notizia.
La notizia vera sarebbe se invece che abolire i servizi, si iniziasse una capillare opera di formazione e di sensibilizzazione, presso non solo i giovani ma anche gli adulti, utilizzatori di internet e portatori di grosse responsabilità dell'educazione delle nuove generazioni. Abolire, proibire, censurare: tutto questo non aiuta le persone nè a crescere nè a misurarsi con gli strumenti che la tecnologia offre loro. Nel bene e nel male.





postato da bfioren | commenti


23/09/2003

Emozioni
In questi giorni leggo in rete che la funzione del blog è anche quella di permettere alle persone di lasciare uscire fuori di sè le proprie emozioni, di esprimersi liberamente senza particolari autocensure (e ripenso al mio post di ieri). Mi viene in mente il bel libro di Patricia Wallace, intitolato La psicologia di internet, dove l'autrice evidenzia che in Internet le persone assumono comportamenti diversi rispetto alla vita reale, anche inaspettati. Insomma, la rete crea attorno a noi un nuovo ambiente e l'ambiente condiziona il nostro modo di essere e di comportarci. Nel bene e nel male. 

In questo spazio le persone agiscono e interagiscono in modo strano; talvolta i suoi effetti sembrano positivi, altre volte on line vengono tenuti comportamenti impensabili in altre circostanze. Allo stesso tempo si tratta di una realtà che i naviganti possono modificare e modellare. A condizione di essere consapevoli di come e perché la rete influisca sulle nostre percezioni e il nostro comportamento.



postato da bfioren | commenti


22/09/2003

Silenced
Tradotto in italiano sarebbe 'silenziato' ed è il termine utilizzato in un recente rapporto di Privacy International sulla censura e il controllo di Internet. Uno studio che ribadisce e aggrava diffuse preoccupazioni sul futuro delle libertà digitali.
L'intero rapporto è consultabile on line all'indirizzo
http://www.privacyinternational.org/survey/censorship/. Negli ultimi due anni, secondo la celebre organizzazione che difende il diritto alla riservatezza e alla libera comunicazione elettronica, nei 50 paesi monitorati la crescita delle attività di monitoraggio e controllo del traffico dati su Internet è andata di pari passo con l'aumento delle operazioni di censura. A guidare un nuovo orientamento contrario alla libera circolazione delle idee sono due paesi un tempo paladini della free internet: Regno Unito e Stati Uniti d'America.
La verità è che la censura e le attività di monitoraggio della rete si sono ormai diffuse a livello planetario, con alcuni paesi in cima ad una conseguente triste classifica, quella dove conviene non collegarsi ad internet. "In Cina e a Burma, per esempio - si legge nell'abstract del rapporto - il livello di controllo è tale che internet ha un valore decisamente molto ridotto come medium per la libera espressione e il suo uso potrebbe invece creare pericoli aggiuntivi sul piano personale per gli attivisti".
Ma in Italia esiste veramente questa censura?





postato da bfioren | commenti

Notizie in breve
Sull'ultimo numero della newsletter di Zeus News, segnalo due interessanti articoli. Il primo è dedicato alle sfide del digital divide "Internet, la democrazia possibile", di Pier Luigi Tollardo. Si tratta della recesione ad un saggio su come si può vincere la sfida del digital divide.
Lo stesso autore presenta Spaghetti Learning, una piattaforma open source gratuita per l'e-learning.



postato da bfioren | commenti


18/09/2003
Accessibilità per tutti 
Il 2003 è l’anno europeo delle persone con disabilità. Anche Internet è chiamata in causa, perché purtroppo in rete non mancano casi di ‘barriere’ che sono di ostacolo per i disabili che navigano. Negli ultimi tempi è maturata una crescente sensibilità verso l’abbattimento di questi limiti e un segno tangibile è venuto anche dal Governo italiano che, nel Consiglio dei ministri del 4 aprile 2003, ha varato il disegno di legge d'iniziativa del ministro per l'Innovazione e Tecnologie, Lucio Stanca, per abbattere le barriere virtuali che i disabili incontrano nell'accesso agli strumenti informatici.
Il provvedimento governativo si pone tra gli obiettivi anche quello di rendere accessibili i siti internet (solo il 3% in Italia è attualmente fruibile da parte dei disabili) e, comunque, tutti i "rapporti telematici" tra cittadini e Pubblica Amministrazione, comprendendo anche i soggetti che erogano pubblici servizi.
E' la prima volta che un provvedimento di legge definisce ed individua espressioni quali "accessibilità informatica" e "tecnologia assistiva". Secondo quanto prevede il disegno di legge, le amministrazioni pubbliche non potranno stipulare contratti per la realizzazione o la modifica di siti Internet se gli stessi non rispetteranno i requisiti di accessibilità contenuti in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di prossima emanazione, che stabilirà anche i diversi livelli di accesso, le metodologie tecniche e i relativi programmi di valutazione per la verifica della stessa accessibilità.

Per approfondire il problema, consigli di scaricare e leggere il Libro bianco sulle disabilità (http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/convegno_disabilita/libro_bianco.pdf ed inoltre http://www.annoeuropeodisabili.it/focus2.html ) e di visitare le pagine web con il dossier dedicato allo stesso Libro (http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/convegno_disabilita/index.html). Sarebbe utile anche una visita al sito http://www.annoeuropeodisabili.it/. Interessante è l’attività dell’Associazione per lo Sviluppo di Progetti Informatici per gli Handicappati (http://www.asphi.it/).

All'accessibilità del web è dedicata una delle sezioni informative di www.segretariatosociale.rai.it, il portale della comunicazione sociale della RAI, di recente aggiornato e ristrutturato graficamente. Il Segretariato Sociale è in contatto con associazioni e organizzazioni del volontariato e coordina la realizzazione delle trasmissioni con audiodescrizione, destinate alla fruizione dei programmi televisivi da parte dei non vedenti.. La parte dedicata alla tecnologia per i disabili ospita notizie utili, aggiornamenti sulla ricerca scientifica in materia e pareri di esperti e una gran quantità di link a siti che si occupano di questo tema.





postato da bfioren | commenti


16/09/2003

Dedicato ai più piccoli
Così come i genitori possono lasciare spesso i figli da soli davanti al televisore acceso, senza controllare cosa stanno guardando, allo stesso modo accade con il computer e con internet. Ma così come i ragazzi possono imbattersi in programmi televisivi non adatti alla loro giovane età, allo stesso modo anche navigando in rete possono fare ‘brutti incontri’ o addirittura arrivare a diventare ‘dipendenti’ da internet. In questa sede non vogliamo valutare la qualità dei contenuti della rete. Piuttosto cerchiamo di fornire qualche indicazione ai genitori per guidare i figli ad una navigazione consapevole e al tempo stesso piacevole.
Prima di tutto, il
computer non andrebbe messo nella stanza da letto dei ragazzi, ma piuttosto dove sia visibile durante l’utilizzo. Un suggerimento: possiamo comprare un’apparecchiatura (set-top-box) da attaccare alla televisione anziché al computer. Inoltre: i ragazzi non dovrebbero usare il computer senza la presenza di un adulto in casa. E, sempre in rete, non dovrebbero mai comunicare per nessun motivo dati personali, quali indirizzo di casa o della scuola e numero di telefono o peggio che mai spedire la propria immagine a qualcuno. Inoltre dovrebbero essere avvisati dai genitori stessi dei pericoli che corrono e va loro ricordato che ogni azione ha delle conseguenze.

A questo punto emerge un elemento fondamentale: per maturare la necessaria sensibilità a questi problemi, i genitori dovrebbero imparare a conoscere loro stessi Internet più da vicino. In molti casi non è un problema di facile soluzione: non tutti i i papà e le mamme sanno usare il computer, figuriamoci navigare in rete! Però, per poter seguire più da vicino i figli, sarebbe necessario fare ogni sforzo possibile per avvicinarsi a questo mondo. Magari prendendo lezioni dai propri figli: sarebbe un’occasione preziosa non solo per imparare ad usare il computer ma soprattutto per passare più tempo tutti insieme.




postato da bfioren | commenti (2)


11/09/2003

Villaggio virtuale
Questa settimana inizia la mia nuova avventura con la rubrica "Villaggio virtuale", che porterò avanti sul settimanale cattolico Il Nuovo Giornale. Dopo l'esperienza triennale della precedente rubrica dedicata sempre a Internet, "Focus", era ora di voltare pagina. E di cambiare.
Dopo aver scritto tanto su cosa si trova in rete, quali sono i siti, i servizi offerti in Internet, adesso è ora di capire come si fa a navigare e di imparare a 'leggere' le pagine web che sfogliamo spesso distrattamente. Mi sto rendendo conto sempre di più (parlando con giovani e adulti che incontro ogni giorno per lavoro, in università e non solo) che diamo per scontate tante cose. Sappiamo valutare i contenuti delle pagine che leggiamo? siamo in grado di valutare altri aspetti come i colori, i suoi, le immagini che ci appaiono? siamo consapevoli degli effetti che internet può avere sulla nostra vita, sulla nostra persona e su chi ci vive attorno? forse no.
Gli adulti o non sanno navigare o credono che sia una cosa talmente facile che non ha bisogno di attenzioni, di riflessioni e di accorgimenti. I più giovani si ritrovano troppo spesso abbandonati davanti ad un PC collegato in rete, in balia di messaggi che nemmeno loro riescono a decifrare. Spero che "Villaggio virtuale" (insieme, naturalmente, a questo blog) offra un piccolo contributo alla comune riflessione su questi temi.




postato da bfioren | commenti


09/09/2003

Conosciamo veramente internet?
Credo di avere già parlato nei giorni scorsi del mio interesse per gli effetti psicologici che Internet può avere su di noi. Sto leggendo Il bel libro di Kimberly S. Young, "Presi nella rete. Intossicazione e dipendenza di Internet". Qui l'autrice traccia un quadro ampio e preciso della situazione, fondato su una ricca documentazione di casi che la Young ha incontrato personalmente. Credo che stupisca che uno strumento come internet possa portare a vere e proprie patologie, che sono cause di nevrosi, vere e proprie forme di dipendenza (paragonabili a quelle da alcol o da droga), fino a stravolgere la propria vita e quella degli altri (la Young cita numerosi casi di divorzi e di rotture di legami amorosi e di famiglia).
In Italia si parla poco della cosiddetta net-addiction. Forse i tempi non sono ancora maturi e non ci sono abbastanza persone specializzate capaci di affrontare il problema e aiutare in modo corretto chi si trova in difficoltà. Sarebbe meglio allora puntare sugli aspetti positivi della rete? sottolineando quanto può migliorare la qualità della nostra vita?
Credo piuttosto che manchi sostanzialmente una vera educazione ad internet. Non si tratta di imparare a programmare in html, a usare i più potenti browser, ecc, ma sapere come navigare, come porsi in modo corretto nei confronti del mezzo. Questo sarebbe utile a tutti, a grandi e piccoli. Un po' quello che accade per la televisione: è in tutte le case e tutti la guardiamo, convinti di sapere perfettamente cosa abbiamo davanti e quali effetti può avere su di noi e sui nostri figli. Ma è davvero così?




postato da bfioren | commenti

Norme costituzionali on line
Tutta la legislazione costituzionale dal 1948 ad oggi è stata raccolta e pubblicata nel sito Internet del Dipartimento per le riforme istituzionali e la devoluzione. L'iniziativa, la prima del genere in Italia, consente la consultazione telematica di tutta la normativa costituzionale ed è stata realizzata al fine di mettere a disposizione di studiosi, funzionari, docenti universitari, giornalisti e cittadini uno strumento di informazione e documentazione da utilizzare per seguire meglio il dibattito sulle riforme
costituzionali attualmente in corso.
Per ragioni di completezza sono stati inseriti anche i testi dello Statuto Albertino e della Costituzione repubblicana, nonchè i cosiddetti "testi storici" della legislazione costituzionale, cioè le norme originariamente previste ma ora non più vigenti a seguito di successivi interventi del legislatore.





postato da bfioren | commenti


08/09/2003

Dati su internet: chi, cosa, come, quando
E' appena partita l'avventura on line di Audiweb, società che si pone l'obiettivo primario di fornire informazioni "super partes" al mercato, di carattere quantitativo e qualitativo, attraverso opportuni strumenti di rilevazione, sui siti Internet che aderiscono alla ricerca. Per accedere è necessaria una semplice registrazione gratuita.
Anche
Assinform presenta sul suo sito interessanti elaborazioni sui dati di accesso e di utilizzo di internet. Anche in questo bisogna registrarsi gratuitamente.



postato da bfioren | commenti


05/09/2003

Chi spamma rischia il carcere
E' di ieri l'altro la nota diffusa dall'Ufficio del Garante per la privacy italiano, una nota nella quale si parla esplicitamente di carcere per i casi più gravi di spam ai danni di utenti internet.
Secondo il Garante, infatti, "inviare email pubblicitarie senza il consenso del destinatario è vietato dalla legge. Se questa attività, specie se sistematica, è effettuata a fini di profitto, si viola anche una norma penale e il fatto può essere denunciato all'autorità giudiziaria. Sono previste sanzioni e, nei casi più gravi, la reclusione".
Nella sua nota il Garante ha sottolineato ancora una volta che nessun indirizzo email che si trova in rete, come quelli che si possono individuare sui newsgroup, o in chat, o in altri ambienti digitali, può essere considerato un dato pubblico. Si tratta, invece, di dati personali di cui può disporre solo l'intestatario. Per inviare email promozionali, dunque, è sempre necessario il consenso informato del destinatario.







postato da bfioren | commenti


02/09/2003

Quanto costa l'ignoranza?
Parliamo di quella informatica. Quanto ci costa non avere le conoscenze informatiche, anche quelle di base? quanto costa a noi e al nostro datore di lavoro? Guardandomi attorno posso dire il costo deve essere elevato, soprattutto in considerazione del fatto che l'informatizzazione ha invaso tutti i settori, anche quelli più elementari, e che non tutti riescono a stare al passo con le novità. Le mie però sono considerazioni non suffragate da dati o da studi. Per farsi un'idea più precisa sull'argomento potrà essere utile leggere un libro che sarà in edicola dal 10 settembre. "Il costo dell'ignoranza nella società dell'informazione".
Il libro a cura di Pier Franco Camussone e Giulio Occhini cerca di valutare quale sarebbe l'onere per la nostra economia di un ritardo nell'alfabetizzazione informatica della forza lavoro. Edito da Etas. L'indice e la prefazione sono scaricabili in formato .pdf dal sito di Economia e & Management.



postato da bfioren | commenti (2)


01/09/2003

Archivi free
Lentamente si sta affermando l'istituzione di archivi storici di testi, immagini e suoni disponibili gratuitamente in Internet. Fino ad ora sono pochi e quasi tutti stranieri. Sull'inserto culturale de Il Sole 24 Ore di ieri Chiara Somajni anticipa l'iniziativa della Bbc, che nei giorni scorsi ha annunicato di aprire gli archivi alla fruizione pubblica via web. Non è stato ancora reso noto come e con quali tempi la Bbc intenda portare a termine questo progetto.
Segnalo intanto uno dei pochi archivi di immagini ad accesso libero. E' quello dell'
Internet Archive, un'organizzazione no profit con sede nel Presidio di San Francisco: lo scopo è quello di conservare memoria della volatile produzione in rete.



postato da bfioren | commenti

la comunicazione virtuale e i linguaggi della rete